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martedì, 13 maggio 2008

Torino 10 maggio

Una manifestazione ampia e vivace ha attraversato le vie di Torino, a suggello della campagna Free Palestine di boicottaggio della Fiera del Libro 2008 e della sua infausta scelta di dedicare l'annuale edizione della kermesse allo stato di Israele come "ospite d'onore".

La manifestazione di oggi, composta da delegazioni nazionali (da tutta Italia) e internazionali (Svizzera, Francia, Israele) ha mostrato in maniera molto chiara di sapere "da che parte stare": contro gli inchini ai poteri forti, con le ragioni di chi resiste al (neo)colonialismo di marca imperialista, ricordando che "non c'è nulla da celebrare" per uno stato criminale fondato sulla rimozione di un altro popolo e una pratica continua di pulizia etnica e regime istituzionalizzato di apartheid.

L'Assemblea Free Palestine ritiene di aver raggiunto i propri obiettivi nella misura in cui ha imposto un dibattito pubblico a livello nazionale sulle ragioni del boicottaggio contro quelle della resa. A conferma di un successo annunciato dall'intensità della polemica, l'inflessione pesante nel numero delle visite, già evidente nei giorni inaugurali, pesante in questo sabato-giorno clou della kermesse.

Un corteo comunicativo e partecipato
Il serpentone era aperto da una bandiera palestinese lunga dieci metri e larga quattro, sostenuta da una quindicina di persone. Tanti i partecipanti, un centinaio le organizzazioni che hanno aderito. Subito dopo il vessillo palestinese, uno striscione mostrava le immagini del conflitto israelo-palestinese, con scritto «Boicotta Israele, sostieni la Palestina». C'era anche una gigantografia con il rogo delle bandiere di Israele e degli Stati Uniti in piazza a Torino il 1° maggio e la frase «Israele non è un ospite d'onore».

Il corteo ha attraversato i quartieri popolari di San Salvario, Nizza Millefonti e Lingotto, riuscendo a comunicare le proprie ragioni con gli abitanti, nei giorni precedenti pesantemente spaventati da una campagna mediatica di isteria e terrorismo psicologico, mirante a descrivere una giornata di zone rosse, e scontri. Un'operazione non riuscita, grazie alla presenza degli abitanti del quartiere e di numerosi esercizi commerciali che hanno scelto di non aderire all'appello allarmista alla chiusura.
Alcuni di loro hanno addirittura voluto esprimere dal furgone del corteo il proprio dissenso alla cappa di paura imposta da media, politici e questura. Gli abitanti del quartiere invece di farsi intimorire dall'invito a rimanere barricati nelle proprie case, hanno accolto il corteo e l'hanno rimpolpato di persone, portando a 8000 le 5000 presenze iniziali.

Gli interventi di lungo tutto il corteo hanno ribadito le parole d'ordine della mobilitazione per un "2008 anno della palestina". Dai microfoni hanno parlato i vari soggetti che hanno promosso la campagna e organizzato la manifestazione.
Oltre alla foltissima presenza di centri sociali antagonisti, organizzzazioni di solidarietà internazionale, sindacati di base e la comunità palestinese, significativa e molto apprezzata la presenza di Ebrei contro l'occupazione, che hanno accompagnato il corteo con interventi e testimonianze durante e alla fine del percorso.

Imponente la presenza delle forze dell'ordine: polizia, carabinieri e guardia di finanza che hanno letteralmente blindato con più di 1000 uomini, il perimetro del Lingotto Fiere, bloccando con vari reparti antisommossa tutte le vie di accesso ad un 'evento che continua a pretendersi "culturale" nonostante l'elmetto indossato.

La manifestazione si è infine conclusa dove aveva preteso di arrivare, a un centinaio di metri dall'ingresso del Salone, con una serie di interventi che hanno ricordato le ragioni - molto politiche - di un evento "culturale" e del suo boicottaggio.

Da www.infoaut.org, con alcune modifiche

Commenti
#1   13 Maggio 2008 - 19:45
 
Per riprendere immediatamente il nostro percorso consiglio di leggere:
http://movimentoassurdo.blogspot.com/2008/05/noi-stiamo-l-sguazzare-in-antipatie-e.html
utente anonimo

#2   13 Maggio 2008 - 21:29
 
Non è pornografico dire la verità : al corteo saranno stati 1000 o 1500, perchè gonfiare le cifre, dicendo 8-9.000 ? Intanto sarebbero pochi anche quelli. Meglio dire chiaramente che è stato un flop, una roba per pochi intimi.
utente anonimo

#3   13 Maggio 2008 - 22:04
 
@ Mov. Ass.ur.do: continuiamo a confrontarci. Qualcosa nascerà.

@ all'anonimo: forse non saremo stati 9 mila, ma non meno di 4 mila.

Non è stato un flop, ma è chiaro che l'argomento è scottante e gran parte del "movimento" non se l'è sentita di partecipare.

Un'altra parte, invece, è proprio disinteressata rispetto a questo problema e ciò costituisce un fatto di gravità inaudita.
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#4   14 Maggio 2008 - 04:04
 
Probabilmente non avete letto la Stampa di Torino quel giorno. Ebbene, intorno alle 14 intitolava "ed ora il momento della paura". Alle 16 o giù di lì "corteo senza violenza/scontri".

Fate vobis.
utente anonimo

#5   14 Maggio 2008 - 15:56
 
''La Stampa'' è una fogna...
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#6   15 Maggio 2008 - 03:28
 
http://www.globalissues.org/

Segnalo anche a voi questo ottimo blog di geopolitica in inglese. Troverete un sacco, ma proprio un sacco di tante interessanti informazioni, riguardanti molti temi che trattate anche voi.

Oltre a questo, già che sono in vena di siti, datevi un'occhiata anche a questo

www.halliburtonwatch.org/

Il titolo penso parli chiaro.
utente anonimo

#7   15 Maggio 2008 - 03:33
 
Guardate come si firmano sul blog di geopolitica

“When I give food to the poor, they call me a saint. When I ask why the poor have no food, they call me a communist.†— Dom Helder Camara

E' o non è una frase splendida?
utente anonimo

#8   15 Maggio 2008 - 13:32
 
Ottime segnalazioni! Grazie!!

La frase che hai riportato dice veramente tutto.
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Commenti


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